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Emergenza #2 – Come comunicare con i vostri clienti in tempi di crisi

La comunicazione, più di ogni altra forma di condivisione personale e imprenditoriale, è l’attitudine che deve essere evoluta in un momento così stravolgente come quello che società e imprese stanno oggi vivendo.

Le limitazioni, il futuro incerto, i dubbi sulla strategia da attuare, sono valutazioni che impattano su tutta la filiera produttiva, commerciale e mondiale.

Coloro che vivono l’emergenza sanitaria personale ancora come priorità, e ne hanno ben donde, non possono permettersi di sviluppare strategie imprenditoriali con la serenità e la lucidità necessaria.

Allo stesso tempo, coloro che ne sono usciti, o presto ne usciranno, così come coloro che non sono stati particolarmente convolti o ancora, le aziende presenti in quei settori anticiclici che da questa crisi trovano automaticamente maggior slancio, ci stanno insegnando che non si deve disperare, perché il mondo non si fermerà.

Rallenterà, forse, ma non bloccherà il suo movimento imprenditoriale.

E proprio quando vi è una frenata obbligata, il pilota astuto e pronto riesce a reagire prima e avvantaggiarsi.

Ma, come detto, questo non è il momento né di frustrarsi e tantomeno di fare valutazioni spavalde, ma di sicuro è il momento di comunicare.

Apertamente, con disponibilità e trasparenza. All’interno della nostra azienda (Il rapporto tra titolari e dipendenti in situazioni di crisi) e all’esterno, con i nostri fornitori, partner, ma soprattutto con i nostri clienti che probabilmente stanno vivendo come noi momenti di apprensione, dubbio e, in taluni casi, panico.

La condivisione di preoccupazione orientata alla positività della soluzione sarà la base su cui costruire una comunicazione onesta, che tenga conto della difficoltà attuale, ma allo stesso tempo esprima una visione orientata a evidenziare le possibili soluzioni immediate e l’ottimizzazione dell’attività futura.

Non si tratta di discutere necessariamente di business, ma più che altro di condivisione emozionale.

È il momento per le aziende di incarnare e far vivere il proprio ruolo sociale.

Così facendo si otterranno tre vantaggi:

Scambio di informazioni propositive che possano agevolare entrambe le parti;
Dimostrazione di apertura e confidenza non solo orientata al business che salderà ancor di più i rapporti interpersonali;
Creazione di una base solida di comunicazione onesta che sarà acquisita anche per il futuro come nuovo modello di interazione su cui costruire business più evoluti (ad esempio partnership) perché basati sulla condivisione di valori umani profondi.

Un esempio dell’importanza di quanto fin qui espresso, è arrivato da uno dei clienti che in questo periodo seguiamo in consulenza strategica, il quale ci ha riferito il disappunto nei confronti di alcuni suoi fornitori (anche stranieri) che non si sono minimamente preoccupati di chiedere come stesse il titolare e i suoi dipendenti, mentre altri fornitori (solo due purtroppo), nemmeno particolarmente strategici, hanno contattato l’azienda al solo scopo di manifestare la propria solidarietà e preoccupazione.

Il nostro cliente ha dichiarato che sicuramente in futuro questi ultimi acquisiranno per l’azienda una valenza maggiore in termini di business, dal momento che hanno manifestato una qualità rara che va al di là dei prezzi delle forniture: la lealtà.

 

Stefano Pigolotti

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